Ce lo chiede Sun Tzu, dobbiamo essere preparati

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Se quella che stiamo vivendo è una sorta di guerra mondiale tra noi poveri e dispersi esseri umani e un esercito di piccoli virus capaci di penetrare le nostre difese, di restare in aria sospesi fino a colpirci appena abbassiamo la mascherina, di cambiare e mutare forma per esser sempre più letali, allora forse dovremmo chiedere ai generali come combattere e vincere. Assumendo per vero che questo esercito si sia formato ed addestrato in Cina, forse dovremmo chiedere ad un generale Cinese come lo si debba combatte. SunTzu, filosofo, Generale e stratega Militare vissuto nel 600 AC, che sembra vanti una lunga esperienza nell’arte della guerra, potrebbe infatti aiutarci con alcune delle sue affermazioni per cui è rimasto famoso ed ancora oggi ascoltato. Tra queste mi soffermerei su due:

  • “Soltanto coloro che calcolano molto vinceranno; coloro che calcolano poco non vinceranno e tanto meno vinceranno coloro che non calcolano affatto”,
  • “Non bisogna organizzare i propri piani in base a ciò che il nemico potrebbe fare, ma alla propria preparazione.”

In entrambe si evidenzia la necessità di essere preparati, di prevedere e guardare avanti, e di farlo in anticipo, molto più avanti di ciò che l’angusta visione sotto il fuoco nemico consentirà. Purtroppo non sembra che nella lotta al Sars-Cov-2 si stia operando in questi termini, il calcolo, la previsione la definizione in anticipo di mosse e problemi ha lasciato troppo spesso spazio alle decisioni estemporanee, alla tattica, alla necessità di dare risposte all’opinione pubblica, al tessuto economico, alle strategie politiche. Così abbiamo comprato i banchi a rotelle con la stessa facilità e fragilità di calcolo, con cui andremo a comprare gli anticorpi monoclonali e stiamo affrontando una campagna vaccinale con una strategia del giorno per giorno.

Secondo un bel esercizio dell’Associazione onData nell’ambito della campagna #datiBeneComune con gli attuali ritmi il termine prevedibile della campagna vaccinale in Italia contro Sars-CoV-2 sarà Lunedì 9 Dicembre 2024. Questa previsione deriva dal proiettare la media di somministrazioni giornaliere eseguite negli ultimi sette giorni (57.798) al fabbisogno nazionale. Così a numeri invariati possiamo dire che mancano 3 anni, 9 mesi e 0 giorni prima di raggiungere l’obiettivo. Per farlo entro settembre 2021, come prudenzialmente vorremmo, bisognerebbe somministrare una media di 355.463 dosi al giorno. Per raggiungere il prossimo obiettivo di vaccinare 6.370.000 persone (operatori sanitari, personale e ospiti delle RSA, anziani con più di 80 anni) entro Marzo 2021, il ritmo attuale dovrebbe aumentare del 74,2%.

Per fare questo dobbiamo certamente disporre di una più consistente fornitura di vaccini, ma questo da solo non basta, dovremmo anche essere preparati ad inocularli, passando dalle scarse 60’000 dosi giornaliere a 360’000. Moltiplicare per sei l’attuale capacità di vaccinazione, garantendo omogeneità ed equità di accesso non è tema da improvvisare, richiede una macchina organizzativa preparata ad azioni di massa, che a partire dalla convocazione dei cittadini, alla anamnesi, alla inoculazioni, al controllo delle reazioni avverse operi con processi industriali in cui tutte le fasi sono programmate in anticipo utilizzando gli stessi modelli previsionali che sono oggi propri dell’industria 4.0.

Dobbiamo abbandonare il refrain “abbiamo sempre fatto così”, o peggio aspettarsi l’intervento dell’Esercito per trasformare un’operazione fattibile e pianificabile in una ennesima emergenza, ce lo suggerisce Su Tzu: “I guerrieri vittoriosi prima vincono e poi vanno in guerra, mentre i guerrieri sconfitti prima vanno in guerra e poi cercano di vincere.”

Giandomenico Nollo

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