EHealth

La mappa del percorso (journey map) come strumento di disegno, e miglioramento dell’esperienza delle persone e di valutazione continua dei servizi

di Ettore Turra, Pierpaolo Benetollo, Mariangela Soverini, Paola Zambiasi, Giovanni Maria Guarrera, Giandomenico Nollo

La mappatura dei percorsi è uno dei metodi più utili per diagnosticare e migliorare l’esperienza longitudinale dei pazienti con le organizzazioni sanitarie. Le iniziative di sanità digitale nel recente passato sono state rivolte a un obiettivo principale: condividere i dati dei cittadini e pazienti tra i diversi attori e luoghi di cura. Tra gli esempi più rilevanti: gli archivi digitali per la condivisione dei referti a livello ospedaliero e territoriale, i servizi di interoperabilità con i medici di medicina generale, la dematerializzazione delle prescrizioni, il FSE. I risultati ottenuti sono importanti sia per la sicurezza e continuità delle cure, per rendere disponibili informazioni cliniche aggiornate e accessibili in tempo reale, sia per l’esperienza del paziente, che non grazie alla dematerializzazione non deve più recarsi nelle strutture solo per ritirare un referto o una prescrizione cartacea. Una volta raggiunto un buon livello di condivisione dei dati, diverse organizzazioni sanitarie si stanno oggi orientando alla gestione di percorsi longitudinali in modo da affrontare nella logica dell’integrazione e continuità delle cure un problema comune a tutte le organizzazioni sanitarie, anche attraverso l’utilizzo dei moderni supporti informativi. Secondo questo paradigma si vuole ingaggiare le persone quando sono in salute, rimanere collegati ad esse durante gli episodi di cura e continuare ad esserlo quando queste ritornano al proprio stato naturale (di piena salute o di cronicità). continua>>


Articolo estratto da e-Health – n. 70 Luglio-Agosto 2019

Come valutare le app di sanità digitale: il caso della soluzione @home per l’Assistenza Domiciliare

di Adriano Fontanari, Paola Zambiasi, Ettore Turra, Giovanni M. Guarrera

L’assistenza domiciliare diventa Smart con @home: soluzione realizzata dall’Azienda Sanitaria della Provincia Autonoma di Trento (APSS). @home è a regime in APSS e permette il contatto costante tra le diverse persone che collaborano nelle cure ed è accessibile tramite un’App per Smartphone e Tablet. Nelle diverse fasi di realizzazione del prodotto, dalla sua concezione alla adozione su vasta scala sono state individuate delle metriche specifiche di risultato e di esito.

Le ragioni del progetto
Il progetto @home rappresenta un esempio di come la trasformazione digitale in campo sanitario possa contribuire a migliorare l’assistenza domiciliare alle persone. Gli ultimi scenari epidemiologici, in particolare l’aumento della speranza di vita a 75 anni e dei casi di cronicità, pongono nuove sfide ai sistemi sanitari dei Paesi Occidentali. La necessità è di saper affrontare la crescente complessità di presa in carico dei pazienti al di fuori del setting ospedaliero. Le cure domiciliari rappresentano un paradigma differente in termini di gestione del paziente. Mentre, infatti, in ospedale le procedure possono essere fortemente standardizzate, a domicilio non è così, dovendo considerare la variabilità dei setting assistenziali, del paziente e dei caregiver. Per ogni paziente viene creato un piano personalizzato, tenendo in considerazione, oltre alle necessità del paziente e dei caregiver, anche i loro livelli di competenza e di autonomia. Gli operatori hanno inoltre la necessità di registrare e scambiare informazioni in maniera contestuale con le altre componenti dell’équipe, in particolare per ciò che avviene tra un accesso a domicilio e quello successivo. Tradizionalmente le cure domiciliari sono un’area poco digitalizzata e dove è prevalente l’utilizzo di documenti cartacei, depositati a casa dei pazienti. Questa situazione, non era differente in APSS prima di @home. continua>>


Articolo estratto da e-Health – n. 68 Marzo-Aprile 2019
L’intelligenza artificiale nella diagnostica per immagini: una nuova frontiera anche per l’HTA
di Ottavio Davini e Claudio Berzovini

Il potenziale ruolo dell’intelligenza artificiale (AI) in ambito medico sta emergendo in questi ultimi anni in maniera sempre più evidente. La diagnostica per immagini, in particolare, è una disciplina in cui l’attività dello specialista da sempre dipende dalle apparecchiature e dalle macchine disponibili e che già nei decenni passati ha tratto profondo giovamento dai progressi tecnologici: la prossima “rivoluzione” potrebbe derivare proprio dall’introduzione nella pratica clinica e nella gestione dei flussi di lavoro di applicazioni derivate dall’AI. Questa possibilità è stata accolta con un misto di eccitazione e ansia nella comunità radiologica: basti pensare al titolo di due editoriali di recente pubblicazione su Radiology e su European Radiology Experimental, rispettivamente: “Radiology in 2018: Are You Working with AI or Being Replaced by AI?” e “Artificial intelligence in medical imaging: threat or opportunity? Radiologists again at the forefront of innovation in medicine”. Il pensiero che una macchina “intelligente” costituisca una minaccia in grado di rimpiazzare il radiologo nel ruolo centrale che da sempre riveste nell’iter diagnostico e terapeutico dei pazienti, ridimensionandone l’importanza o cancellandone del tutto la professione, è probabilmente prematuro, ma certamente comporta che ci si attrezzi almeno sotto due profili:
1. da una parte è necessario che i radiologi non si limitino ad alternare scetticismo e preoccupazione, ma si affaccino da protagonisti in questo campo;
2. dall’altra parte è necessario che si mettano a punto idonei sistemi di valutazione dell’impatto di questa profonda innovazione che bussa alle porte. continua>>


Articolo estratto da e-Health – n. 67 Gennaio-Febbraio 2019
La sanità elettronica, bella e complessa. Necessità di nuovi modelli di HTA dedicati
di Giandomenico Nollo e Simona Anzivino

Le applicazioni della Information and Communications Technology (ICT) in sanità, note con il termine e-health, si stanno diffondendo sempre di più offrendosi come tecnologia in grado di migliorare la qualità e la quantità dei servizi erogati ai cittadini. Esse comprendono i più comuni e storici servizi e sistemi di telemedicina, ma anche i sistemi informativi sanitari, la documentazione elettronica e tutte quelle applicazioni a confine tra i mondi della sanità, della comunicazione e dell’informazione. Secondo la World Health Organization (WHO) l’e-health è “uso combinato della comunicazione elettronica e dell’informazione tecnologica nel settore sanitario”. continua>>


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