Giandomenico Nollo: l’HTA alla sfida dell’Intelligenza Artificiale

 

“Servono competenze multidisciplinari, team integrati, una cultura del dato a tutti i livelli e lo sviluppo di conoscenze e infrastrutture capaci di consegnare dati di qualità. Perché anche applicando le più elaborate forme di Intelligenza artificiale solo con dati di qualità possiamo pensare di ottenere risposte qualitativamente valide”

Giandomenico Nollo, presidente Sihta, ha partecipato come ospite all’ultima diretta video di Trend Sanità “La sanità alla prova dell’Intelligenza artificiale” andata in onda il 18 gennaio scorso. In un’accurata disamina, moderata dal direttore della testata Rossella Iannone, Giandomenico Nollo (presidente SIHTA) e Umberto Nocco (presidente AIIC) si sono confrontati in merito alle potenzialità e alle sfide poste oggi dal sempre più massivo utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in sanità.

La velocità è un fattore chiave – sottolinea Nollo nel corso del suo intervento – Stiamo assistendo ad una trasformazione tecnologica radicale, caratterizzata da una velocità di evoluzione mai conosciuta prima il che ci costringe sempre più spesso a lavorare, pensare ed agire in corsa, operando in un mondo nel quale sempre più spesso tecnologie e risultati cambiano sotto i nostri occhi. Questo ritmo rende i meccanismi di valutazione delle tecnologie ancora più complessi, sfidanti, se vogliamo anche stimolanti, ma non ci solleva in alcun modo dalla precisa responsabilità che abbiamo e che riguarda la loro gestione virtuosa.

L’HTA deve tenere ben conto di questa premessa e offrire il suo contributo.

Anche nella pratica clinica però servono competenze multidisciplinari, team integrati, una cultura del dato a tutti i livelli e lo sviluppo di conoscenze e infrastrutture capaci di consegnare dati di qualità. Perché, è bene ricordarlo, anche applicando le più elaborate forme di Intelligenza artificiale solo con dati di qualità possiamo pensare di ottenere risposte qualitativamente valide.

Da ultimo, ma non per importanza, dovremmo porci il tema della sostenibilità perché le tecnologie di immagazzinamento e calcolo hanno un costo in termini ecologico-ambientali, consumano cioè energia e risorse idriche. Dobbiamo quindi cominciare a considerare questo tema quando parliamo di Intelligenza artificiale, per non correre il rischio generare un paradosso: favorire un sistema nel quale con una mano offriamo salute e con l’altra la togliamo”.

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