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CONGRESSO REGIONALE IN LOMBARDIA – HTA Lombardia per tariffe e per acquisti. Indicazioni regionali per la valutazione delle tecnologie sanitarie – Milano, 10 giugno 2019 – Auditorium Testori di Palazzo Lombardia

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L’evento è promosso dalla Direzione Generale Welfare Lombardia in collaborazione con la Società Italiana di Health Technology Assessment SIHTA.
Rivolto alle Direzioni e alle Commissioni Dispositivi Medici delle Aziende sanitarie della Lombardia, ASST e IRCCS, e ai clinici e altri professionisti sanitari, suggella un impegno importante della Regione Lombardia nella applicazione concreta e diffusa dei temi della HTA nel governo della programmazione sanitaria.
L’evento rappresenterà un momento di incontro e confronto di grande rilevanza scientifica che vedrà il coinvolgimento di autorevoli professionisti non solo regionali ma anche Istituzionali, Universitari e Aziendali.
Con relazioni ad invito e tavole rotonde saranno affrontati i temi legati al complesso mondo dell’Health Technology Assessment e allo stato di applicazione nazionale e regionale del Programma Nazionale di HTA dei Dispositivi Medici. Verranno presentati e discussi alcuni modelli oggi utilizzati per la valutazione del valore delle tecnologie sanitarie nell’ottica della introduzione controllata nel SSN tramite definizione di rimborsi tariffari delle prestazioni e indicazioni tecniche per gli acquisti. Verranno inoltre presentati i servizi informativi proposti da  ECRI a supporto della programmazione ed acquisto dei device a livello regionale.
L’evento sarà anche l’occasione per inaugurare ufficialmente la neocostituita sezione SIHTA nella Regione Lombardia che diverrà fulcro delle attività scientifiche, didattiche e di aggiornamento professionali degli associati nonché centro di monitoraggio della situazione regionale in riferimento alle attività di HTA. Sezione regionale SIHTA che parte con un impegno importante, ovvero il supporto all’organizzazione del XII congresso Nazionale, che si svolgerà, sempre nel Palazzo Lombardia di Milano, nei giorni 09-11 ottobre 2019.
Il congresso di quest’anno dal titolo: La filiera dell’innovazione tecnologica in sanità. Il difficile equilibrio tra rapidità di accesso al mercato dei prodotti, sicurezza dei pazienti e sostenibilità dei sistemi sanitari, vuole richiamare a Milano tutti gli attori del sistema salute (servizi sanitari, professionisti, decisori, imprese, cittadini) a confrontarsi sul tema del governo dell’innovazione e il necessario bilanciamento tra bisogni, risorse e opportunità in un’ottica di sicurezza per il paziente e di continuo miglioramento della qualità.
In occasione dell’evento regionale del 10 giugno sarà presentato ufficialmente il ricco programma scientifico del congresso nazionale di ottobre.


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Con Brusaferro all’ISS rinnovata spinta al Programma Hta – Roma, 8 gennaio 2019

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Pietro Derrico, Presidente Sihta: «Riconsegnare serenità e fiducia nell’approccio e nella metodologia scientifica al governo del Ssn» Complimenti a Silvio Brusaferro per la nomina a Commissario Straordinario dell’Istituto Superiore di Sanità. Dopo le recenti dimissioni del Presidente, prof. Walter Ricciardi e dei consiglieri proff.. Meluzzi, Santoro e Vitale, era fondamentale ridare una guida autorevole al massimo organo scientifico del sistema sanitario nazionale. «Sono molte le sfide che attendono infatti il prof. Silvio Brusaferro – evidenzia il Presidente della Società italiana di health technology assessment Sihta, Pietro Derrico – a partire dalla applicazione del programma nazionale per le Linee Guida alla messa a regime del programma nazionale di HTA, identificato dallo stesso Ministro della Salute, Giulia Grillo, come una delle leve per il governo dell’innovazione a favore dei cittadini». «Conoscendo le qualità della persona, il suo curriculum scientifico e le sue capacità – sottolinea il Direttivo Sihta negli auguri inviati al neocommissario – siamo sicuri che il prof. Brusaferro vorrà, anche nella figura di traghettatore verso la nuova governance, dare continuità alla azione dell’ISS e riconsegnare serenità e fiducia nell’approccio e nella metodologia scientifica al governo del Servizio sanitario nazionale».

SIHTA: RICCIARDI HA RAPPRESENTATO UN MOTORE DI SVILUPPO SULLE TEMATICHE DI GOVERNANCE SANITARIA – Roma, 21 dicembre 2018

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«Desideriamo ringraziare il Prof. Walter Ricciardi innanzitutto per il grande lavoro svolto e per i significativi risultati ottenuti in questi oltre 4 anni di Presidenza nella più prestigiosa Istituzione Scientifica sanitaria italiana ma il nostro pensiero va anche al collega per essere stato uno dei Soci Fondatori di SIHTA nel 2007 ed aver ricoperto a lungo il ruolo di Coordinatore del Comitato Scientifico della Società», è quanto afferma il Presidente SIHTA, Ing. Pietro DERRICO, a nome del Consiglio Direttivo.«Da Presidente ISS, in particolare, ha rappresentato un motore di sviluppo sulle tematiche di governance sanitaria dando impulso ai nuovi programmi nazionali sulla prevenzione, le linee guida e la ricerca dimostrando professionalità, equilibrio e una continua visione sistemica. Ha reso l’ISS un punto di riferimento per la comunità scientifica e le istituzioni sanitarie introducendo importanti innovazioni organizzative come l’istituzione di 16 Centri Nazionali, tra cui ci piace sottolineare quelli per l’Health Technology Assessment, le Tecnologie Innovative, la Telemedicina e l’Eccellenza clinica, qualità e sicurezza delle cure; estremamente significativi di una medicina moderna in continua evoluzione sono anche i progetti promossi in tema di Cybersecurity e presenza istituzionale contro le Fake news. Siamo fiduciosi che continuerà a rappresentare l’Italia in maniera egregia nei contesti internazionali istituzionali e di ricerca nei quali sarà impegnato a partire dal Consiglio esecutivo dell’OMS come richiestogli dal Ministro Grillo». «SIHTA continuerà, secondo i propri principi ispiratori e la sua missione», conclude il Presidente DERRICO, «a collaborare con il Ministero della Salute e con il nuovo vertice dell’ISS, in primis attraverso il sostegno concreto al Programma Nazionale HTA, sicuri che l’impegno del nuovo Presidente continuerà ad essere importante a livello nazionale ed internazionale per lo sviluppo di un servizio sanitario universalistico, di qualità e ispirato ai principi di equità e sostenibilità».


SANITÀ: HTA E DRG, DALLE PRESTAZIONI AI PROCESSI – Roma, 12 ottobre 2018

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Il Sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi: «La tecnologia nel settore sanitario è un elemento fondamentale. Nel prossimo futuro avrà un impatto sostanziale sul Ssn».
Il Presidente Sihta Pietro Derrico: «L’approccio per processi è una rivoluzione copernicana per la valutazione delle innovazioni».
 «Stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione copernicana per il nostro sistema sanitario». Così il Presidente della Società italiana di health technology assessment, Pietro Derrico commenta l’apertura della nuova prospettiva di indirizzo evidenziate dal Sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, all’inaugurazione del XI Congresso nazionale Sihta, aperto ieri pomeriggio a Roma. Il Sottosegretario alla Salute, nel suo intervento di apertura del congresso ha infatti evidenziato come centrale nella prospettiva della qualificazione delle cure il ruolo delle analisi multidimensionali dell’impatto dell’innovazione in campo sanitario. Bartolazzi ha sottolineato che benché «non molto conosciuto dai non addetti ai lavori, abbiamo la consapevolezza che nel prossimo futuro, l’hta avrà un impatto sostanziale sul Ssn».
«Il nostro Paese sta attraversando profondi cambiamenti, che mettono a dura prova sostenibilità. Bisogna valutare con spirito critico e rigore scientifico innovazioni proposte e impatto reale sulla salute». In questo scenario «le nuove tecnologie – ha insistito il Sottosegretario alla Salute – hanno un impatto economico sempre più significativo, quindi un’accurata scelta di tecnologie e strumenti terapeutici diventa essenziale. La scelta dovrà considerare reale efficacia, razionale scientifico, impatto costo/benefici, impatto clinico/organizzativo, senza tralasciare monitoraggio successivo a convalida della bontà delle scelte effettuate».
Il nodo centrale della prima giornata del Congresso nazionale della Società Italiana di Health Technology Assessment è la prospettiva espressa sia dal Sottosegretario Bartolazzi che dal Direttore generale della programmazione sanitaria, Andrea Urbani, che hanno evidenziato come sia giunto ormai il tempo di passare da una valutazione e una conseguente tariffazione dell’assistenza sanitaria, da una logica di prestazione, a una di processo. E in questa direzione, l’utilizzo di metodologie oggettive e multidimensionali come l’hta giocheranno un ruolo preminente. Tale scelta dovrà infatti considerare principalmente la reale efficacia della tecnologia, dimostrata da evidenze e letteratura di qualità, ma anche il rapporto costo/benefici, così come l’impatto clinico e organizzativo. Inoltre non si devono trascurare aspetti legati al disinvestimento tecnologico e il monitoraggio successivo all’introduzione come convalida della qualità della scelta effettuata.
L’XI Congresso Sihta prosegue fino a sabato con approfondimenti su malattie rare, prevenzione, obsolescenza tecnologica e organizzativa, cura delle fake news.

STUDIO ISS-CEIS DI HTA RIVELA LA CONVENIENZA DELLA TERAPIA ANTI EPATITE C – Roma, 12 ottobre 2018
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I risultati presentati all’XI Congresso della Sihta in corso a Roma
Nell’ambito della terapia dell’infezione cronica da Hcv investire vuol dire migliorare la salute ma anche avere un ritorno economico nel medio lungo periodo. È questo il risultato dello studio “Analisi modellistica sulle conseguenze cliniche ed economiche del trattamento antivirale contro l’infezione cronica dal virus dell’epatite C (Hcv)” presentato all’XI CONGRESSO NAZIONALE SIHTA – L’HTA PER LA SALUTE PROSPETTIVE IN ITALIA ED EUROPA in corso a Roma.
Una volta superata l’emergenza dei trattamenti con farmaci ad Azione Anitivirale Diretta (Daa) in pazienti con stato di malattia avanzato, l’estensione della terapia antivirale a tutti i pazienti affetti da epatite C si è dimostrata una scelta lungimirante in Italia.  Ad affermarlo è uno studio condotto dal  Eehta del Ceis  (Università “Tor Vergata” di Roma) diretta da Francesco Saverio Mennini con Andrea Marcellusi e Raffaella Viti, in collaborazione con la Piattaforma Italiana per lo studio della Terapia delle Epatiti Virali (Piter), coordinata da Stefano Vella e Loreta Kondili del Centro Nazionale per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità, l’Associazione Italiana per lo studio del fegato (Aisf) e la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit). La cura dell’epatite C rappresenta uno di quei traguardi dalla scienza che ha rivoluzionato la vita dei pazienti, e che ha impresso una svolta epocale nella storia della medicina e della società. Una battaglia, quella contro l’Hcv, combattuta con due potenti armi: la prima sviluppata dalla ricerca, con la messa a punto dei nuovi farmaci ad elevata efficacia (Daa) in grado di eliminare il virus, e la seconda sviluppata dalla politica, con la decisione di estendere il trattamento a tutti i pazienti, indipendentemente dal danno epatico, consentendo perciò l’accesso universale alle nuove terapie in regime di rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Una decisione che l’Aifa ha messo in atto a partire dal 2017, anche grazie alla riduzione del costo degli antivirali e ai 500 milioni del Fondo farmaci innovativi non oncologici istituito dal Ministero della Salute.  «Avvalendoci dei dati della piattaforma Piter e dei dati di trattamento forniti dall’Aifa – spiega Loreta Kondili, coordinatrice di Piter – ci siamo proposti di valutare se l’investimento che il Ssn nazionale ha fatto negli ultimi anni per l’acquisto dei Daa verrà mai ripagato e, nel caso in cui questo avvenga, in quanto tempo otterremo dei ritorni economici accettabili».  I risultati sono riportati in termini di benefici ottenuti nel corso degli anni grazie all’eliminazione del virus con la terapia antivirale. In particolare, sono stati considerati i costi evitati per la gestione delle complicanze generate dall’Hcv che il Ssn avrebbe dovuto sostenere nel caso di assenza dei Daa. Il modello economico ha dimostrato che il trattamento dei pazienti con la malattia del fegato severa trattata nel corso del 2015 (epoca in cui l’accesso veniva prioritizzato ai pazienti in condizioni severe), ha portato un significativo ritorno in termini di riduzione di eventi clinici attesi accompagnato da un parziale ritorno dell’investimento inziale per l’acquisto dei Daa. Gli eventi clinici evitati nei pazienti trattati durante il 2016 e 2017, anni in cui sono stati trattati pazienti in stati di malattia meno compromessi, hanno permesso di ottenere un recupero degli investimenti inziali per l’acquisto dei Daa stimati rispettivamente in 6.6 e 6.2 anni. «In termini economici, questo vuol dire che la scelta sostenuta dal Ssn per il trattamento dei pazienti con Hcv non rappresenta solo una scelta altamente costo efficace ma ottiene un recupero totale dell’investimento e potrebbe garantire addirittura dei risparmi nel medio lungo periodo. Infatti, il nostro modello stima una riduzione della spesa totale a 20 anni per i pazienti trattati nel corso del 2016 e del 2017 rispettivamente pari a 50,13, e 55,50 milioni di euro per 1000 pazienti» afferma Andrea Marcellusi. «Questo studio – conclude Francesco Saverio Mennini – potrebbe essere considerato, proprio in un’ottica di Hta,  uno strumento utile per i decisori al fine di comprendere come la scelta di trattare tutti i pazienti con infezione cronica da Hcv si sia dimostrata ottimale con un ritorno nell’investimento del Ssn  in tempi relativamente brevi ( soprattutto in un Paese come l’Italia che detiene il triste primato in Europa del maggior numero di malati di epatite C e del più elevato numero di decessi per tumori primitivi del fegato). Ancora, nella prospettiva economica, supporta l’investimento del Ssn nel trattamento dell’infezione cronica da Hcv richiesto anche dal Piano Nazionale Epatiti, al fine di raggiungere il target dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’eliminazione dell’infezione da Hcv in Italia».

POLITICHE SANITARIE EUROPEE DA CONSOLIDARE – Roma, 10 ottobre 2018

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Si apre domani a Roma l’XI Congresso Nazionale della Società Italiana di Health Technology Assessment
Hta, il Presidente Sihta, Derrico: «Allarghiamo l’orizzonte ad altri attori»

«Diffondere nel miglior e più ampio modo possibile la cultura dell’HTA, coinvolgendo tutti gli attori del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), era e resta la principale finalità della SIHTA. Con il nostro undicesimo convegno, siamo felici di dare testimonianza della crescita della HTA avvenuta in questi anni, sia a livello nazionale, sia internazionale ed europeo in particolare, ma consapevoli che c’è ancora molta strada da fare, ci auguriamo che questo processo sia in continua progressione. Sul piano istituzionale, auspichiamo il consolidamento delle strategie nazionali ed europee avviate in questi anni, che assegnano un ruolo centrale nel governo dell’innovazione alle metodiche della valutazione delle tecnologie sanitarie e ai processi decisionali basati sulle evidenze». È quanto afferma Pietro Derrico presidente della Sihta (Società Italiana di Health Technology Assessment) alla vigilia dell’XI Congresso nazionale dal titolo “L’Hta per la salute: prospettive in Italia ed in Europa” a Roma dall’11 al 13 ottobre. «Così come si intende coinvolgere un numero sempre maggiore di società scientifiche nella cultura della valutazione, nonché nelle attività operative ad essa associate, sarebbe necessario, a livello istituzionale» aggiunge Derrico «allargare l’orizzonte ad altri attori (dall’INAIL all’INPS, dal Ministero Economia e Finanze al Ministero dello Sviluppo Economico) per poter dare valore, nell’ambito delle valutazioni condotte, anche ad elementi che, discendono dall’applicazione di una tecnologia in ambito sanitario, ma che possono essere apprezzati in altri settori della vita sociale ed economica del Paese. Crediamo che questo passaggio (che porta in sé un maggiore respiro e capacità di incidere sulla qualità e innovazione dei prodotti e dei servizi del SSN) sia risolutivo per poter, concretamente, superare l’approccio di silos budgeting che negli anni ha fortemente limitato le possibilità di innovare, anche quando l’innovazione avrebbe consentito notevoli risparmi di spesa al sistema Paese nel suo complesso ed incrementato ulteriori elementi socialmente virtuosi della filiera della salute (occupazione intellettuale qualificata, export in UE e Paesi emergenti, etc.). Emerge, infine forte e chiara» conclude il presidente della Sihta «la necessità di diffondere la cultura dell’HTA e la conoscenza delle finalità delle valutazioni in ambito sanitario sia ai pazienti/cittadini/elettori sia ai decisori politici. Ciò in maniera molto più ampia di quanto è possibile ipotizzare e realizzare rispetto al loro coinvolgimento operativo durante l’iter valutativo. Tutto ciò con l’obiettivo di riequilibrare da un lato aspettative, cresciute a dismisura, difficilmente assicurabili sotto il profilo clinico, organizzativo ed economico, e dall’altro aiutare il decisore politico, a massima garanzia della sua libertà di azione, ad operare scelte avendo chiara conoscenza delle evidenze scientifiche disponibili e della loro forza».


I VIRUS E I PAZIENTI NON CONOSCONO CONFINI. E LE CURE… – Roma, 9 ottobre 2018.

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A Roma dall’11 al 13 ottobre prossimi l’XI Congresso Nazionale della Società Italiana di Health Technology Assessment
Il Presidente Sihta, Derrico: «Si attui, con concretezza e rapidità, il Programma Nazionale Hta»
«Partecipare all’evento vuol dire non solo avere l’opportunità di formarsi e aggiornarsi sul complesso tema dell’Hta ma toccare con mano il reale coinvolgimento delle parti interessate ai processi di valutazione (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Agenas, Aifa, Regioni, Ordini professionali, Società Scientifiche, Associazioni di pazienti, Università, Imprese, media) nell’auspicio che si attui, con concretezza e rapidità, il Programma Nazionale Hta».
Così il Presidente della Sihta (Società Italiana di Health Technology Assessment) Pietro Derrico, presenta e spiega i temi che saranno affrontati all’XI Congresso nazionale dal titolo “L’Hta per la salute: prospettive in Italia ed in Europa” in programma a Roma dall’11 al 13 ottobre prossimi (Centro congressi, Auditorium Aurelia).
«Quest’anno – sottolinea Derrico – non potevamo non riflettere sulla storia che certifica i 40 anni del Servizio sanitario nazionale con uno sguardo al presente che ci parla della necessità di attuare cambiamenti nel governo dei sistemi sanitari per garantire ancora oggi e per i prossimi decenni le logiche di universalismo e sostenibilità in una società globale e fortemente interconnessa, in profondo cambiamento non solo demografico ma anche valoriale. Fondamentale è il confronto con il panorama internazionale, perché i virus non conoscono confini, i pazienti si muovono, il sapere è internazionale, il mercato è transnazionale, ma soprattutto la logica di sistema sanitario universalistico è uno degli elementi cardine della società e del pensiero europeo».

L’HTA PER LA SALUTE: PROCEDURE TRASPARENTI E CONDIVISE IN EUROPA – Roma, 5 ottobre 2018

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A Roma dall’11 al 13 ottobre prossimi l’XI Congresso Nazionale della Società Italiana di Health Technology Assessment
Roma, 5 ottobre 2018 – L’universalismo del sistema sanitario rappresenta un grande risultato per l’Europa del secondo dopoguerra, caratterizzato dall’idea che tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla propria condizione economica, possano beneficiare di assistenza medica. A 40 anni dalla istituzione del SSN italiano e, in un’epoca dove le risorse pubbliche destinate alla salute sono continuamente messe in discussione, spesso razionate o eliminate a favore di diversi sistemi di copertura assicurativa o mutualistica, il ricorso all’approccio multidimensionale e multidisciplinare dell’HTA, appare ormai sempre più imprescindibile.

«La recente proposta legislativa della Commissione europea sul rafforzamento della cooperazione nella valutazione delle tecnologie sanitarie, da un lato, e l’istituzione della Cabina di Regia ministeriale per l’HTA in Italia, dall’altro – evidenzia Pietro Derrico, presidente della Società Italiana di Health Technology Assessment – rappresentano un grande passo in avanti per l’introduzione nei sistemi sanitari nazionali di nuove tecnologie che rispondano alle priorità di salute e ai reali bisogni dei cittadini, la cui sicurezza ed efficacia sia stata validata mediante l’utilizzo di metodologie e procedure trasparenti e condivise sulla scala del mercato europeo».

Un tale obiettivo va però al di là della volontà delle Istituzioni centrali e regionali e richiede il fondamentale contributo dei professionisti tutti ed in particolare di quanti operano dentro le società scientifiche, mediche e non, gli ordini professionali, le università e, non ultime, le aziende della filiera della salute le quali, per loro missione, valorizzano la ricerca industriale e gli investimenti sull’innovazione tecnologica.

È oggi necessario, un vero e proprio cambiamento della cultura della valutazione per avviare una nuova era dell’HTA, ove per garantire un contributo basato sull’esperienza tangibile ed arrivare a scelte di politica sanitaria sempre più consapevoli ed informate sarà centrale il dialogo e il confronto tra gli stakeholder, la condivisione delle expertise, il coinvolgimento concreto del cittadino-paziente e delle relative associazioni.

È partendo da questa consapevolezza che l’XI Congresso Nazionale SIHTA si offre come un momento di confronto e dibattito aperto a tutti gli operatori ed utenti del sistema sanitario con l’ambizioso obiettivo di comprendere le sfide e le prospettive della sanità di domani, a partire dalla sostenibilità del nostro SSN e dall’universalità dell’accesso alle cure.