Pubblicati gli esiti della Call for Abstract del XIX Congresso

Pubblicati gli esiti della Call for Abstract del XIX Congresso

Grande successo per la sessione HTA dal basso,
la Call for Abstract 2026 ha raccolto oltre 130 lavori, segno di un grande interesse degli operatori e dei territori verso l’HTA, e di una comprensione profonda del suo nuovo ruolo nei processi di governance.

 

Di seguito è consultabile la lista dei lavori accettati per l’edizione 2026 del Congresso
 
 

Si ricorda

Affinché il lavoro accolto (Oral o Poster) possa essere inserito in programma e/o pubblicato, è necessario che ad esso corrisponda il pagamento della quota prevista da parte dell’autore o di uno dei coautori:

Quota ridotta (entro il 28 luglio 2026)
€ 350,00 per i Soci SIHTA in regola con il pagamento della quota associativa al 30 aprile 2026
(emessa ricevuta fiscale – se richiesta fattura va aggiunta l’IVA)

€ 450,00 + IVA per i non Soci
(emissione di fattura)

Quota intera (dal 29 luglio al 15 settembre 2026)
€ 450,00 per i Soci in regola con la quota associativa
al 30 aprile 2026
(emessa ricevuta fiscale – se richiesta fattura va aggiunta l’IVA)

€ 550,00 + IVA per i non Soci
(emissione di fattura)

Il contributo da diritto alla partecipazione al Congresso
e ai servizi previsti durante i tre giorni dei lavori.

Per i lavori ammessi in modalità di presentazione Orale,
entro il 15 ottobre la Segreteria darà indicazione della data di presentazione.

Sarà cura esclusiva del referente per la corrispondenza comunicare alla Segreteria scientifica il nominativo di chi effettuerà l’esposizione orale entro il 30 ottobre.

Per i lavori ammessi come Poster si dovrà inviare la presentazione in formato PDF (proporzione 35×50 cm) entro la data 30 ottobre 2026.

Qualora fossero accolti due o più Abstract a questi dovrà corrispondere il pagamento di un contributo per ciascun lavoro accolto.

Il pagamento del/dei contributi deve essere effettuato entro le date indicate, pena l’esclusione dalla pubblicazione sull’Abstract Book del Congresso e l’esposizione Oral o Poster del lavoro.

Le Segreterie, comunicheranno esclusivamente per iscritto e solo al referente indicato per la corrispondenza.

 

Hta e “Magnifica Humanitas”: un ossimoro?

Hta e “Magnifica Humanitas”: un ossimoro?

 

Tra centralità della persona, natura della tecnica e sfide dell’intelligenza artificiale, la Lettera Enciclica interroga la comunità dell’Health Technology Assessment su metodi, responsabilità e limiti della valutazione tecnologica in sanità

Cosa ha da dire ad una comunità scientifica specialistica come quella che si dedica all’Health Technology Assessment (Hta) un documento così connotato come la Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” (Mh) di Papa Leone XIV? In prima approssimazione poco o nulla, verrebbe da dire, considerando per un verso la “tecnicalità” di chi si occupa di Hta, per altro verso una specifica visione del mondo e dell’umanità sostenuta dalla Chiesa cattolica. Addirittura, si potrebbero postulare i due poli discorsivi come un ossimoro, dal significato opposto se non contraddittorio, dunque mutuamente esclusivi.

E se invece provassimo a cogliere i due termini in una prospettiva ulteriore che superi questa precomprensione? Intanto potremmo osservare che sia l’Hta sia la visione cristiana del mondo attingono entrambe ad una “laicità metodologica”, da intendersi come la presa della realtà anzitutto così come si presenta prima di darne una lettura/interpretazione secondo specifici criteri. Nel caso dell’Hta l’assessment multidisciplinare di una tecnologia sanitaria, nel caso del Magistero cattolico, classicamente, la disamina dell’oggetto di analisi secondo un duplice registro: quello filosofico-antropologico e quello teologico. Se il secondo è primariamente rivolto alla comunità cristiana, il primo è indirizzato non solo “ad intra”, ma anche “ad extra”, con la esplicita intenzione di entrare in comunicazione con chiunque sia disposto ad un dialogo argomentato e non ideologizzato su un tema di interesse per l’intera collettività come, ad esempio, la relazione tra Intelligenza artificiale (IA) e la persona umana affrontata da Mh.

Se la materia è declinabile in tal modo, certamente le precondizioni per un dialogo sussistono, superando la logica ossimorica. Assodato ciò, rimane comunque da affrontare la domanda iniziale. Mh può offrire all’Hta elementi di dialogo? Una prima lettura dell’Enciclica sembra consentire una preliminare risposta affermativa.

dal numero di Luglio di PANORAMA DELLA SANITA’ 

Chirurgia robotica e HTA: il primo report Agenas accende il confronto sui modelli di valutazione

Chirurgia robotica e HTA: il primo report Agenas accende il confronto sui modelli di valutazione

GIANDOMENICO NOLLO

Il report Agenas sulla chirurgia robotica segna un passaggio chiave per il programma di Health Technology Assessment in Italia, ma ha sollevato polemiche. Il punto sul modo in cui vengono valutate le tecnologie innovative con Giandomenico Nollo, presidente SIHTA.

Il primo ciclo di valutazione di Health Technology Assessment sulla chirurgia robotica, concluso dal report Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali), rappresenta un passaggio chiave per il Programma nazionale HTA dei dispositivi medici.

L’analisi ha preso in esame 22 procedure in ambito di chirurgia generale, ginecologica e urologica, facendo un confronto tra chirurgia robotica, laparoscopia e chirurgia tradizionale, restituendo un quadro articolato: sei procedure con evidenze favorevoli, due con esito negativo e un’ampia quota – 13 procedure – collocata in una “zona grigia”, in cui l’utilizzo della robotica è indicato prevalentemente in contesti di ricerca. Un esito che ha aperto un confronto acceso tra istituzioni e comunità scientifica.

Da un lato, la Società italiana di Health Technology Assessment (SIHTA) ha riconosciuto il valore di questo primo esercizio strutturato di valutazione, sottolineando però alcune criticità legate all’ampiezza del perimetro analizzato, alla complessità metodologica e ai tempi di produzione del report. Dall’altro, la comunità chirurgica, attraverso l’Italian Club of Robotic Surgery (ICORS), ha evidenziato il rischio che le specificità della chirurgia robotica – in particolare curva di apprendimento, eterogeneità delle evidenze e rapida evoluzione tecnologica – non siano pienamente catturate dagli attuali modelli di valutazione.

Nel mezzo, si colloca la sfida centrale dell’HTA: tradurre l’innovazione tecnologica in strumenti utili alla programmazione sanitaria, senza rallentarne lo sviluppo, ma garantendo al tempo stesso appropriatezza e sostenibilità. Per approfondire il significato di questo passaggio e le implicazioni per l’evoluzione dei modelli di valutazione, abbiamo incontrato Giandomenico Nollopresidente SIHTA e ordinario al Dipartimento di ingegneria industriale all’Università di Trento.

Il ruolo dell’HTA nelle scelte in sanità

Per Health Technology Assessment (HTA) si intende la valutazione delle tecnologie sanitarie: valutazione che ha l’obiettivo di supportare i decisori nelle scelte strategiche legate all’innovazione in sanità. Non si tratta solo di farmaci e dispositivi medici, ma anche di procedure, percorsi assistenziali e organizzazione dei servizi.

L’HTA, in sostanza, opera con un approccio di Evidence Based Medicine su popolazioni e problemi sanitari, con l’obiettivo di identificare interventi efficaci, appropriati e sostenibili. Come spiega Nollo, «elemento chiave dell’HTA è la valutazione comparativa dell’innovazione: non è sufficiente che una tecnologia sia nuova, ma deve dimostrare un valore aggiunto rispetto alle alternative. Per questo, l’HTA va oltre la certificazione regolatoria, includendo anche efficacia comparativa ed effectiveness nel mondo reale. Questo è fondamentale perché i risultati degli studi clinici, condotti in contesti controllati e su popolazioni selezionate, non sono sempre direttamente trasferibili alla pratica clinica quotidiana».

Dal Regolamento europeo all’implementazione nazionale: la costruzione dell’HTA

In Italia, l’HTA si sviluppa nei primi anni 2000 grazie a un movimento spontaneo tra diversi centri, tra cui Roma e Trento, che porta alla “Carta di Trento” (2006) e alla nascita della Società Italiana di HTA (SIHTA), consolidando il metodo a livello nazionale. A livello europeo, un lungo processo di armonizzazione culmina nel Regolamento HTA, approvato nel 2021 ed entrato in vigore nel 2025, che prevede per i nuovi farmaci una doppia valutazione: una regolatoria da parte di EMA e una Joint Clinical Assessment (JCA), focalizzata sul valore clinico comparativo.

Data la maggiore complessità del settore, i dispositivi medici seguono, invece, un percorso più graduale, con avvio tra 2026 e 2027 e applicazione solo per le tecnologie ad alto impatto.

«In questo contesto, l’Italia ha sviluppato il Programma Nazionale di HTA per i dispositivi medici, operato da Agenas, per colmare il divario rispetto al farmaco, già presidiato da AIFA, con una cabina di regia nazionale, centri di competenza e stakeholder pubblici e professionali» spiega Nollo.

«Accanto all’assetto normativo, resta centrale il tema organizzativo: l’HTA è un processo complesso e oneroso, che richiede tempo, competenze e risorse dedicate. La difficoltà principale riguarda proprio l’implementazione nelle aziende sanitarie, tra necessità di personale qualificato e difficoltà nel gestire attività aggiuntive rispetto alla normale operatività».

Il caso della chirurgia robotica

È in questo contesto che si colloca il primo ciclo di valutazione di Health Technology Assessment sulla chirurgia robotica, concluso da Agenas con il report pubblicato a novembre 2025, a seguito del quale sono state sollevate diverse polemiche dalle società scientifiche, tra cui la European Federation – International Society for Digestive Surgery (EFISDS) e la Robotic Global Surgical Society (TROGSS), che lo scorso 19 giugno hanno pubblicato un position paper sul merito.

I dubbi sollevati evidenziano i limiti degli attuali modelli HTA basati su esiti clinici tradizionali e vengono proposti approcci più multidimensionali che includano impatto organizzativo, real world evidence, formazione, interoperabilità e valore a lungo termine della tecnologia valutata.

«Il report prodotto è molto esteso e complesso e rappresenta uno dei primi tentativi strutturati in questo ambito. La fase successiva di valutazione decisionale ha evidenziato risultati eterogenei: alcune procedure risultano sostenute da evidenze favorevoli, altre non mostrano sufficiente benefici, mentre una parte significativa rimane in una zona grigia. Questo esito ha generato anche difficoltà interpretative, soprattutto in ambito chirurgico. In realtà, le linee guida HTA non danno solo risposte nette, ma definiscono anche spazi di incertezza: aree in cui l’evidenza non è ancora sufficiente e dove è necessario continuare a raccogliere dati e conoscenza» commenta Nollo, secondo cui il punto centrale è che questo primo report ha probabilmente avuto un’applicazione troppo ampia, valutando un numero elevato e molto eterogeneo di procedure.

In questi casi, infatti, rispondere a domande complesse e ancora incerte porta inevitabilmente a risultati altrettanto incerti. Tuttavia, «il valore dell’esperienza sta proprio nell’aver avviato un processo che potrà essere affinato nel tempo» aggiunge Nollo.

La sfida delle evidenze nelle tecnologie sanitarie in rapida evoluzione

Il caso della chirurgia robotica evidenzia un problema più generale: le tecnologie sanitarie innovative, soprattutto quelle basate su information and communication technology, evolvono molto rapidamente e hanno un’ampia gamma di applicazioni. In questo contesto, diventa difficile costruire in tempi brevi un corpus di evidenze solide e stabili, come invece avviene per i farmaci, dove i tempi di sviluppo e osservazione sono molto più lunghi.

Come spiega Nollo, «per tecnologie così dinamiche, i metodi tradizionali di valutazione non sono sempre sufficienti. Non è realistico pensare di applicare modelli sperimentali classici, come i trial randomizzati, in modo rigido, soprattutto in chirurgia o in contesti organizzativi complessi. Diventa, quindi, necessario sviluppare approcci metodologici diversi, basati su raccolta sistematica dei dati real-world, analisi organizzativa e valutazione continua».

L’obiettivo, secondo il presidente SIHTA, non è rallentare l’innovazione, ma accompagnarla con strumenti di misurazione e apprendimento progressivo. «Introdurre le tecnologie, monitorarle, valutarne l’impatto e decidere in modo dinamico il loro posizionamento. In questo senso, anche l’HTA, che è a sua volta una tecnologia (metodologia decisionale), come tutte le tecnologie, deve evolvere. Il punto non è la sua utilità, ma la necessità di aggiornarne metodi e strumenti per renderla coerente con la velocità dell’innovazione sanitaria contemporanea» conclude.

Puglia, l’HTA guida l’innovazione nella cura del diabete

Puglia, l’HTA guida l’innovazione nella cura del diabete

Le nuove Linee di Indirizzo della Regione Puglia recepiscono le raccomandazioni del Tavolo HTA, ampliando l’accesso ai sistemi di monitoraggio continuo della glicemia e rafforzando appropriatezza prescrittiva, semplificazione dei percorsi assistenziali ed equità nell’adozione delle tecnologie innovative.

 

La Puglia compie un passo avanti nell’assistenza alle persone con diabete. L’aggiornamento delle Linee di Indirizzo Regionali per l’accesso alle tecnologie, approvato dalla Regione, amplia la possibilità di utilizzo dei dispositivi per il monitoraggio continuo della glicemia e punta a semplificare i percorsi di presa in carico, riducendo passaggi burocratici e disomogeneità di accesso.

Il provvedimento recepisce le indicazioni formulate dal Tavolo Tecnico Regionale di Health Technology Assessment e introduce innovazioni rilevanti: dalla prescrizione diretta dei dispositivi tecnologici da parte degli specialisti diabetologi all’eliminazione di passaggi che comportavano inutili doppie visite, fino alla maggiore continuità terapeutica, evitando cambi di dispositivo non giustificati da esigenze cliniche. L’aggiornamento estende inoltre l’accesso alle tecnologie avanzate a una platea più ampia di persone in terapia insulinica.

“Accogliamo con grande soddisfazione la delibera della Regione Puglia, di recente pubblicazione, che recepisce le indicazioni emerse dal lavoro del Tavolo Tecnico Regionale di Health Technology Assessment (HTA) e amplia in modo significativo l’accesso ai sistemi di monitoraggio continuo della glicemia”, ha dichiarato Francesco Giorgino, Professore Ordinario all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Direttore dell’U.O.C. di Endocrinologia presso il Policlinico di Bari, Presidente dell’Easd (Società Europea per lo Studio del Diabete) “Si tratta di un provvedimento di grande rilevanza, che da un lato estende la possibilità di prescrizione anche agli specialisti ambulatoriali territoriali, favorendo una presa in carico più capillare e tempestiva delle persone con diabete, e dall’altro amplia la platea dei pazienti eleggibili, includendo anche coloro che sono in trattamento con insulina basale e non esclusivamente quelli in terapia insulinica multi-iniettiva.

Questa decisione rappresenta un importante passo avanti verso una maggiore equità di accesso all’innovazione e consentirà a un numero sempre più ampio di persone con diabete di beneficiare di tecnologie che hanno dimostrato di migliorare il controllo glicemico, ridurre il rischio di ipo- e iperglicemia, aumentare la sicurezza delle cure e favorire una migliore qualità della vita.

Desidero esprimere un sentito ringraziamento alla dottoressa Elisabetta Graps, coordinatrice del Tavolo Tecnico Regionale HTA, a tutti i componenti del Tavolo e alle associazioni di pazienti rappresentate da Fand, nella persona di Giuseppe Traversa, per il contributo offerto in un percorso di confronto qualificato, partecipato e orientato al miglioramento concreto dell’assistenza.

Esprimo infine il mio apprezzamento alla Regione Puglia per aver saputo valorizzare il lavoro tecnico e scientifico svolto nell’ambito del Tavolo HTA, traducendolo in un provvedimento concreto che rafforza l’appropriatezza prescrittiva, promuove un utilizzo più esteso delle tecnologie basato sulle evidenze scientifiche e contribuisce a rendere l’assistenza diabetologica sempre più moderna, personalizzata e centrata sui bisogni delle persone con diabete”.

L’approvazione della delibera rappresenta anche il risultato di un percorso di confronto istituzionale al quale Fand Associazione Italiana Diabetici ha partecipato con continuità, portando all’attenzione della Regione le esigenze delle persone con diabete e contribuendo, insieme agli altri componenti del Tavolo HTA, alla definizione di un modello assistenziale più semplice, appropriato ed equo.

Determinante è stato il convegno promosso da Fand alla fine di gennaio 2025, occasione nella quale sono state evidenziate le principali criticità del sistema alla presenza di rappresentanti delle istituzioni regionali e dello stesso professor Francesco Giorgino. A quell’iniziativa è seguito un costante lavoro di interlocuzione con la Regione attraverso incontri, comunicazioni e proposte, mantenendo alta l’attenzione sulla necessità di garantire un accesso più ampio e uniforme alle tecnologie innovative.

“Condividiamo con soddisfazione un risultato che appartiene a tutta la comunità delle persone con diabete”, ha detto Manuela Bertaggia, Presidente di Fand Associazione Italiana Diabetici “Questo provvedimento dimostra che il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni dei pazienti può tradursi in scelte concrete capaci di migliorare la qualità dell’assistenza e la tutela del diritto alla salute”.

Oltre il rapporto HTA

Oltre il rapporto HTA

Un webinar internazionale per scoprire come revisioni rapide, mini-HTA e altri prodotti di valutazione stiano trasformando il supporto alle decisioni sanitarie. Esperti da tutto il mondo condivideranno esperienze pratiche, sfide e opportunità per un utilizzo più consapevole dei risultati HTA.

Un webinar internazionale per scoprire come revisioni rapide, mini-HTA e altri prodotti di valutazione stiano trasformando il supporto alle decisioni sanitarie. Esperti da tutto il mondo condivideranno esperienze pratiche, sfide e opportunità per un utilizzo più consapevole dei risultati HTA.

Il Comitato per lo Sviluppo Scientifico e il Rafforzamento delle Capacità (SDCB) di HTAi organizza il webinar “Oltre il Rapporto HTA completo: comprendere e utilizzare i diversi risultati dell’HTA nei contesti decisionali odierni”.

L’incontro approfondirà come le agenzie di Health Technology Assessment (HTA) stiano sviluppando strumenti sempre più diversificati, come revisioni rapide e mini-HTA, per rispondere a esigenze decisionali complesse e in tempi sempre più brevi. Attraverso esempi concreti ed esperienze internazionali, il webinar offrirà una panoramica pratica su come utilizzare questi prodotti, interpretarne correttamente i risultati e comunicarne in modo efficace punti di forza e limiti ai decisori.

La sessione sarà moderata da Jani Mueller e vedrà la partecipazione di autorevoli esperti internazionali: Tracy Merlin, Barbara Clyne, Anne Julienne Genuino-Marfori, Ana Pérez e Kefah Ali Alqawasmeh.

Il webinar si terrà giovedì 2 luglio 2026, dalle 13:00 alle 14:15 (CEST) e includerà momenti di confronto e domande dal pubblico. La partecipazione alla diretta è gratuita, mentre la registrazione sarà successivamente disponibile per tutti i membri di HTAi.

Call For Abstract Congresso Nazionale Sihta 2026

Call For Abstract Congresso Nazionale Sihta 2026

Call-for-abstract Sihta 2026

In occasione del XIX Congresso Nazionale della SIHTA – Società Italiana di Health Technology Assessment, che si terrà a ROMA 1.2.3 Dicembre, viene lanciata la Call for Abstract dedicata a tutti i professionisti interessati a contribuire attivamente al dibattito scientifico sul tema “HTA tra storia e futuro – 20 anni dalla Carta di Trento”.

L’iniziativa rappresenta un’importante opportunità di valorizzazione professionale e di confronto multidisciplinare, volta a raccogliere contributi scientifici innovativi capaci di interpretare le sfide attuali e future dell’Health Technology Assessment. In un contesto in continua evoluzione, caratterizzato da trasformazioni normative, digitali e organizzative, il Congresso si propone come spazio di dialogo tra esperti, istituzioni e stakeholder, promuovendo una visione integrata e prospettica dell’HTA.

La Call è aperta a contributi che affrontino le principali aree tematiche del Congresso, spaziando dall’impatto del regolamento europeo all’applicazione a livello nazionale, dal coinvolgimento degli stakeholder alla trasformazione digitale e all’intelligenza artificiale, fino ai modelli organizzativi, ai percorsi di cura e agli approcci value-based.

I lavori selezionati saranno presentati in forma orale o poster, offrendo agli autori l’opportunità di condividere esperienze, risultati e buone pratiche con la comunità scientifica di riferimento. La partecipazione alla Call rappresenta dunque non solo un momento di disseminazione scientifica, ma anche un’occasione di crescita, networking e contributo attivo allo sviluppo della cultura HTA in Italia.

BANDO SCADUTO